Laboratorio letterario di confronto e dibattito per le scuole dell’ Umbria

 

L'OLTRE-UOMO DI HEMINGWAY E LA MORTE DELLE IDEOLOGIE

 

 

A CURA DI SIMONE CASUCCI

 

MERCOLEDI' 24 OTTOBRE ORE 11.00

SALA DEI NOTARI - PALAZZO DEI PRIORI - PERUGIA


 

Acutamente, un biografo di Hemingway ha scritto: “Nel suo sconfinato senso di solitudine era come se la vita per lui non avesse avuto un inizio ma ci fosse sempre stata e lui ne fosse un attore, non uno destinato a viverla ma uno chiamato momentaneamente a interpretarla”. In questa spiegazione c'è perfino il latente istrionismo dello scrittore, le sue scorribande attraverso la Spagna al seguito delle “troupes” dei toreri, le sue intemperanze di bevitore (gin durante il giorno e due bottiglie di vino Valpolicella sul comodino per la notte), la sua volontà di apparire, di volta in volta, come un avventuroso protagonista di safari, come un romantico amante, come un lupo di mare. La verità è che, in nessun ruolo, Hemingway era pienamente se stesso, come un attore sempre sulla soglia del congedo, cosciente della propria effimera recitazione. Ecco quindi la parabola dell’altro uomo di Hemingway che non può fermarsi ad una facile distinzione fra vizi privati e pubbliche virtù quanto piuttosto ad una concreta analisi di ciò che Hemingway ha cercato di raggiungere in senso artistico ma anche umano con le sue scelte. Da molti amato e da molti contestato, difficilmente definibile il suo credo ideologico e la sua scelta “politica”, fra molti dubbi e perplessità Hemingway rimane uno straordinario interprete del Novecento, vero come la sua scrittura.