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compagnia dell' aurora

bagliori d' autore 2005

Friedrich Dürrenmatt

una storia ancora possibile

 

perugia  2-10 aprile 2005

   
   

   

 

La Compagnia dell’Aurora ha il piacere di presentare per l' anno 2005 la rassegna BAGLIORI D' AUTORE , patrocinata dal Comune di Perugia e dal Centro Culturale Svizzero , che quest' anno ha l’intento di divulgare e approfondire la vita e le opere di Friedrich Dürrenmatt.
La rassegna prevede vari eventi legati all' opera dell' autore :
Dalla proiezione del film Assassinio sul ponte (1975) tratto dal romanzo Il giudice e il suo boia con J.Voight , J.Bisset e lo stesso Dürrenmatt in una inedita, quanto singolare, veste di attore , alla trasmissione radiofonica del radiodramma Colloquio notturno con un uomo disprezzato.
Se sarà possibile, inoltre, ascoltare la lettura di alcuni brani tratti dai romanzi principali dell' autore, sia in lingua italiana che in lingua tedesca, sarà possibile per di più , assistere allo spettacolo teatrale Rinascere all’ alba ispirato a ‘La Panne’ celebre racconto dell’ artista elvetico.
La rassegna prevede, inoltre un importante ciclo di incontri su alcuni interessanti temi legati all’opera e al pensiero dell’autore.
Verranno affrontati temi attuali come quello della giustizia, con incursioni nel mondo del romanzo giallo e del romanzo poliziesco . Saranno esaminate le opere maggiormente legate ai miti dell’ antichità e i testi teatrali che hanno reso Dürrenmatt una delle figure di maggior rilievo nel mondo letterario del novecento.
Sono coinvolti nella figura di relatori alcune personalità umanistiche italiane di grande rilievo :
Dal professor Alessandro Tinterri docente di Storia del teatro all’ Università degli Studi di Perugia a Giuseppe Panella dalla Scuola Superiore Normale di Pisa.
Il progetto letterario prevede una nutrita partecipazione di studenti dei 3 principali licei di Perugia (Classico Mariotti,Scientifico Alessi,Scientifico Galilei) a tutti gli appuntament i della rassegna.
Nei luoghi d'arte del centro storico di Perugia, quindi, un' occasione unica, per conoscere più da vicino un autore di grande spessore culturale e dai tanti inaspettati risvolti artistici e umani.


 

lFriedrich Dürrenmatt

 

Drammaturgo e narratore svizzero di lingua tedesca, nato a Konolfingen nel 1921 e morto nel 1990.


Insieme al connazionale Max Frisch è stato protagonista del rinnovamento del teatro di lingua tedesca, trattando in chiave grottesca i problemi della società contemporanea e smascherando le meschinità nascoste dalla facciata perbenista della società svizzera. Come sottolinea Mittner nella “Storia delle letteratura tedesca”, Dürrenmatt si caratterizza per il suo recupero “della più rigorosa moralità, che egli rafforza e nello stesso tempo riduce all’assurdo attraverso l’esperienza esistenzialistica, poiché nella realtà umana è capace di vedere soltanto una tragica farsa voluta da un Dio crudele e imperscrutabile”.
Questo pessimismo, che sfocia in un vero e proprio nichilismo, conduce Dürrenmatt, che pure è stato influenzato da Brecht, ad una drammaturgia che è agli antipodi di quella di Brecht, con la constatazione che il mondo, comunque, non possa essere cambiato.


Le sue maggiori opere teatrali sono Romolo il grande (1949), La visita della vecchia signora (1956), Il sosia (1960), I fisici (1962), La dilazione (1977), L'incanto (1987), La valle del disordine (1989). Soprattutto La visita della vecchia signora appare come il capolavoro dell’autore, uno dei più felici testi della drammaturgia degli ultimi cinquanta anni. Il critico Corvine, in “Le Theatre nouveau a l’ètranger” dice: “è sì, la parabola del denaro che corrompe le coscienze ma è soprattutto un ritratto irresistibile e visionario del mondo meschino della provincia Svizzera”.
Non meno rilevante la produzione letteraria di Dürrenmatt. Oltre a numerosi racconti, fra cui spiccano La morte della Pizia, L’eclissi di luna, La panne, Il Minotauro, Natale, sono di grande interesse i suoi romanzi, Il sospetto, La promessa, Il giudice e il suo boia, nei quali, attraverso il sapiente utilizzo di trame investigative, intende dimostrare una tesi ben precisa: il caso governa i destini umani. L’accurata costruzione di una rete chiusa e implacabile di eventi fittizi nella trama di un romanzo, a maggior ragione poliziesco, dimostra di non essere un valido specchio del reale e (il che è peggio) di essere una costruzione intellettuale debole e monca. L’ansia conoscitiva ed etica dello scrittore lo porta a demolire lucidamente come illusione e orgoglio la visione del mondo borghese e positivista della letteratura poliziesca classica all’inglese, basata sull’inchiesta e sulle rigide deduzioni di quella macchina pensante che è il detective.
Il caso, imprevedibile, indeterminabile, è la legge del mondo, che non è costruito come una rete chiusa di nessi prevedibili. Dato che di un evento non conosciamo mai tutte le costanti e le variabili, Dürrenmatt considera insopportabile la pretesa di affidarsi solo alla ragione, senza considerare fattori di disturbo, che possono mandare a carte quarantotto un disegno ben pianificato. Non a caso quindi il sottotitolo de La promessa è infatti “Un requiem per il romanzo giallo”: non solo il poliziotto faticherà invano per raggiungere la verità, ma solo per un caso, di sfuggita, il narratore della storia verrà a conoscenza della realtà dei fatti.