La
Compagnia dell’Aurora ha il piacere di presentare per l' anno
2005 la rassegna BAGLIORI D' AUTORE , patrocinata dal Comune di Perugia
e dal Centro Culturale Svizzero , che quest' anno ha l’intento
di divulgare e approfondire la vita e le opere di Friedrich Dürrenmatt.
La rassegna prevede vari eventi legati all' opera dell' autore :
Dalla proiezione del film Assassinio sul ponte
(1975) tratto dal romanzo Il giudice e il suo
boia con J.Voight , J.Bisset e lo stesso Dürrenmatt in una
inedita, quanto singolare, veste di attore , alla trasmissione radiofonica
del radiodramma Colloquio notturno con un uomo
disprezzato.
Se sarà possibile, inoltre, ascoltare la lettura di alcuni brani
tratti dai romanzi principali dell' autore, sia in lingua italiana che
in lingua tedesca, sarà possibile per di più , assistere
allo spettacolo teatrale Rinascere all’
alba ispirato a ‘La Panne’
celebre racconto dell’ artista elvetico.
La rassegna prevede, inoltre un importante ciclo di incontri su alcuni
interessanti temi legati all’opera e al pensiero dell’autore.
Verranno affrontati temi attuali come quello della giustizia, con incursioni
nel mondo del romanzo giallo e del romanzo poliziesco . Saranno esaminate
le opere maggiormente legate ai miti dell’ antichità e
i testi teatrali che hanno reso Dürrenmatt una delle figure di
maggior rilievo nel mondo letterario del novecento.
Sono coinvolti nella figura di relatori alcune personalità umanistiche
italiane di grande rilievo :
Dal professor Alessandro Tinterri docente di Storia del teatro all’
Università degli Studi di Perugia a Giuseppe Panella dalla Scuola
Superiore Normale di Pisa.
Il progetto letterario prevede una nutrita partecipazione di studenti
dei 3 principali licei di Perugia (Classico Mariotti,Scientifico Alessi,Scientifico
Galilei) a tutti gli appuntament i della rassegna.
Nei luoghi d'arte del centro storico di Perugia, quindi, un' occasione
unica, per conoscere più da vicino un autore di grande spessore
culturale e dai tanti inaspettati risvolti artistici e umani.
lFriedrich
Dürrenmatt
Drammaturgo
e narratore svizzero di lingua tedesca, nato a Konolfingen nel 1921
e morto nel 1990.
Insieme al connazionale Max Frisch è stato protagonista del rinnovamento
del teatro di lingua tedesca, trattando in chiave grottesca i problemi
della società contemporanea e smascherando le meschinità
nascoste dalla facciata perbenista della società svizzera. Come
sottolinea Mittner nella “Storia delle letteratura tedesca”,
Dürrenmatt si caratterizza per il suo recupero “della più
rigorosa moralità, che egli rafforza e nello stesso tempo riduce
all’assurdo attraverso l’esperienza esistenzialistica, poiché
nella realtà umana è capace di vedere soltanto una tragica
farsa voluta da un Dio crudele e imperscrutabile”.
Questo pessimismo, che sfocia in un vero e proprio nichilismo, conduce
Dürrenmatt, che pure è stato influenzato da Brecht, ad una
drammaturgia che è agli antipodi di quella di Brecht, con la
constatazione che il mondo, comunque, non possa essere cambiato.
Le sue maggiori opere teatrali sono Romolo il
grande (1949), La visita della vecchia
signora (1956), Il sosia (1960),
I fisici (1962), La
dilazione (1977), L'incanto (1987),
La valle del disordine (1989). Soprattutto La visita della vecchia
signora appare come il capolavoro dell’autore, uno dei più
felici testi della drammaturgia degli ultimi cinquanta anni. Il critico
Corvine, in “Le Theatre nouveau a l’ètranger”
dice: “è sì, la parabola del denaro che corrompe
le coscienze ma è soprattutto un ritratto irresistibile e visionario
del mondo meschino della provincia Svizzera”.
Non meno rilevante la produzione letteraria di Dürrenmatt. Oltre
a numerosi racconti, fra cui spiccano La morte
della Pizia, L’eclissi di luna,
La panne, Il Minotauro, Natale,
sono di grande interesse i suoi romanzi, Il sospetto,
La promessa, Il giudice
e il suo boia, nei quali, attraverso il sapiente utilizzo di
trame investigative, intende dimostrare una tesi ben precisa: il caso
governa i destini umani. L’accurata costruzione di una rete chiusa
e implacabile di eventi fittizi nella trama di un romanzo, a maggior
ragione poliziesco, dimostra di non essere un valido specchio del reale
e (il che è peggio) di essere una costruzione intellettuale debole
e monca. L’ansia conoscitiva ed etica dello scrittore lo porta
a demolire lucidamente come illusione e orgoglio la visione del mondo
borghese e positivista della letteratura poliziesca classica all’inglese,
basata sull’inchiesta e sulle rigide deduzioni di quella macchina
pensante che è il detective.
Il caso, imprevedibile, indeterminabile, è la legge del mondo,
che non è costruito come una rete chiusa di nessi prevedibili.
Dato che di un evento non conosciamo mai tutte le costanti e le variabili,
Dürrenmatt considera insopportabile la pretesa di affidarsi solo
alla ragione, senza considerare fattori di disturbo, che possono mandare
a carte quarantotto un disegno ben pianificato. Non a caso quindi il
sottotitolo de La promessa è infatti “Un requiem per il
romanzo giallo”: non solo il poliziotto faticherà invano
per raggiungere la verità, ma solo per un caso, di sfuggita,
il narratore della storia verrà a conoscenza della realtà
dei fatti.